mercoledì 30 novembre 2011

La bambola assassina

Il sottogenere horror definito "trash" è caratterizzato da linee guida ben precise e per lo più stereotipate che fecero di questo filone uno dei più famosi degli anni '80. Il film che voglio recensire stasera è uno degli emblemi del trash appunto del decennio sopra menzionato: si tratta di una pelllicola sicuramente molto influente in quegli anni dove il male e la paura vennero stemperati da venature comiche tipiche di questo genere di film.

Titolo originale: Child's play
Titolo italiano: La bambola assassina
Genere: horror
Anno: 1988
Paese: USA
Regista: Tom Holland
Sceneggiatura: Don Mancini, Tom Holland, John Lafia
Cast: Catherine Hicks, Chris Sarandon, Alex Vincent, Brad Dourif
Colonna sonora: Fernando Velazquèz
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Locandina:




Trailer:


Trama: Il pericoloso criminale detto "lo strangolatore" rimane ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia all'interno di una fabbrica di giocattoli. Un attimo prima di morire però riesce, tramite una formula vodoo, a trasferire la sua anima in una bambola, Chucky,  che verrà successivamente regalata ad un bimbo dalla madre. Questa bambola prende vita ed uccide tutti coloro che le ostacolano il cammino nel suo tentativo di trasferirsi in un corpo umano che sarà quello della prima persona alla quale Chucky rivelerà la propria identità.

Voto da 1 a 10: Corpsegrinder88- 7

Recensione di Corpsegrinder88: Fin da piccolo ero profondamente attratto da horror di questo stampo semplice ed immediato, quelli troppo complicati e con troppe pretese non mi sono mai piaciuti: non è difficile perciò indovinare di quale filone faccia parte questo film che fin dal titolo rivela la sua esile trama.
"La bambola assassina" è uno di quei lavori che o piacciono o non piacciono senza mezze misure in virtù del fatto che il film stesso gira tutto intorno ad un unico tema che non spazia in nessun altra zona se non nel trash più puro; al tempo era difficile pensare ad un soggetto più originale di questo tanto è vero che il film ha avuto ben cinque sequel e si è guadagnato a buon diritto la fama di trash-movie per eccellenza.
Che dire del film nel suo complesso? Beh innanzitutto la caratteristica che più mi ha colpito della pellicola è la comicità (volontaria però) , un elemento impensabile per un horror (serio) ai giorni nostri: il film infatti è infarcito di un umorismo che non lascia indifferenti, un sarcasmo dato dall'inverosimilità del malvagio protagonista che giustamente agli occhi dello spettatore di ieri e di oggi risulta ridicolo. A mio avviso tutto questo non è casuale, infatti ciò che spaventa e mette più inquietudine viene da qualcosa che crediamo innocuo, non da qualcosa che sappiamo essere ostile a noi. Alla fine l'intero svolgimento risulta più che mai liscio e banale come tradizione trash vuole, però c'è da dire che dall'inizio del film fino a quando Chucky rivela la sua identità per la prima volta l'adrenalina e il cuore in gola non sono mancati da parte mia: mi aspettavo infatti che da un momento all'altro il malvagio pupazzo cambiasse il suo atteggiamento passando da bambola dolce e rassicurante ad un giocattolo diabolico ed assassino.
Gli effetti speciali ovviamente sono piuttosto poveri tenendo conto anche dell'anno di lavorazione e della difficoltà nel rendere verosimile una bambola alta cinquanta centimetri che uccide persone in carne ed ossa, ma ho molto apprezzato lo sforzo che ci sta dietro e devo dire che il lavoro non è risultato totalmente da scartare anche se momenti imbarazzanti e veramente spassosi (e questi sono involontari) non mancano.
Cocludendo quindi posso dire di non voler condannare questo horror (anche perchè a me i film di questo genere, purchè non siano ridicoli, piacciono tutti) che è riuscito, specialmente nella prima parte a mettermi paura senza scadere nella banalità dei dialoghi pur scadendo in quella dello svolgimento. Sicuramente da tenere in considerazione come punto di riferimento per il grande horror targato anni '80.

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