mercoledì 14 dicembre 2011

Spirited away - 千と千尋の神隠し

Il film capolavoro del regista di animazione giapponese più osannato e celebre degli ultimi anni, Hayao Miyazaki, insignito del premio Oscar 2003 come miglior film d'animazione e dell'Orso d'Oro nel 2002. La casa di produzione giapponese, l'ormai conosciuto Studio Ghibli, ha sfornato un film eccellente, delizia per gli occhi e per il cuore, dove ancora una volta il ruolo femminile spicca come archetipo di dolcezza, forza e determinazione. Motore primo è sempre l'amore, che nell'ingenuità di una fanciulla rischiara un mondo tetro e fumoso.

Titolo Originale千と千尋の神隠し - Sen to Chihiro no KamikakushiLa misteriosa scomparsa di Sen e Chihiro
Titolo italiano : La città incantata
Genere : Animazione
Anno : 2001
Paese : Giappone
Regista : Hayao Miyazaki
Sceneggiatura : Hayao Miyazaki
Cast : /
Colonna sonora : Joe Hisaishi, Youmi Kimura 
Distribuzione in Giappone :  Toho
Distribuzione internazionale : Walt Disney Pictures
Distribuzione italiana : Universal Pictures
Locandina
Trailer :
 
Trama : Durante il trasloco verso la sua nuova dimora, la piccola Chihiro si imbatte coi suoi genitori in una stradina nascosta nel bosco, alla fine della quale si trova quella che sembra la misteriosa entrara di un vecchio Lunapark abbandonato. Entrati, si ritrovano ben presto in un luogo idilliaco con miriadi di luminosi edifici e ristoranti che offrono cibo gratuito. Chihio sente puzza d'imbroglio, ma i genitori si ingozzano comunque e vengono maledetti per aver mangiato il cibo, tramutandosi in maiali. Inizia così l'Odissea della piccola Chihio, che nel tentativo di strappare i propri genitori dalla maledizione verrà vincolata a lavorare nelle terme degli spiriti dalla malefica strega Yubaba, conoscerà spiriti ed esserini di ogni sorta e troverà l'amore in un misterioso ragazzo di nome Haku.
Voto da 1 a 10 : MoonlightHaze - 10
Recensione di MoonlightHaze :
Non ho parole per descrivere un simile capolavoro. Posso solo dire che mentre compilavo la recensione e rileggevo la trama mi è venuta la pelle d'oca più e più volte. Il film è assolutamente perfetto sotto ogni punto di vista : animazione e fondali impeccabili, dai colori sgargianti che credo abbiano esaurito la tavolozza di Madre Natura ( la scena di Chihio che corre fra gli oleandri in fiore è qualcosa di meraviglioso ) , colonna sonora perfetta in ogni situazione, trama e personaggi da favola. Insomma è un portentoso haiku visivo, dalla potenza semantica e simbolica travolgenti. L'intreccio tipicamente nipponico di spiriti buoni e malvagi, influenze magiche e potenza dell'essere invaso dal dolce potere dell'amore e della fedeltà permea ogni singolo millimetro della pellicola. Miyazaki d'altro canto ci ha abituato a pellicole d'alto profilo, dove il personaggio femminile, depositario dell'amore più viscerale e della forza per così dire materna dello spirito, troneggia su tutto ciò che può impedire il buon esito dei suoi desideri, sempre puri e giusti, rivolti prima verso gli altri e poi verso se stessi ( due pellicole per tutte : Nausicaa della Valle del Vento -風の谷のナウシカ, Kaze no tani no Naushika, e Principessa Mononoke- もののけ姫, Mononoke Hime  ) . Il film ha una impressionante potenza visiva, cui si accompagna una sceneggiatura che non lascia nulla al caso e ricama dettagli su dettagli senza mai scadere nel pacchiano, con un'equilibrio e un'eleganza che sono propri solo del Giappone. I personaggi devono svolgere un percorso di formazione individuale per raggiungere la verità su se stessi e il compimento ultimo dei loro scopi, assumendo su di sè il dolore e le difficoltà di altri esseri. Chihio è qui il catalizzatore delle forze che gravitano attorno al mondo incredibile delle terme degli Spiriti, luogo divertente ed inquietante allo stesso tempo : l'abilità di Miyazaki sta sempre nel riuscire a coniugare magistralmente l'innocente e il brillante con il malvagio, il terrificante e l'oscuro, risolvendo sempre tutto nella luce e nel calore del puro amore. Chiunque fosse talmente superficiale da liquidare un simile prodotto come "cartone animato giapponese" o "film per bambini", farebbe bene a temere di essere trasfomato in maiale! ;)                                                                                                                                                                                

mercoledì 30 novembre 2011

La bambola assassina

Il sottogenere horror definito "trash" è caratterizzato da linee guida ben precise e per lo più stereotipate che fecero di questo filone uno dei più famosi degli anni '80. Il film che voglio recensire stasera è uno degli emblemi del trash appunto del decennio sopra menzionato: si tratta di una pelllicola sicuramente molto influente in quegli anni dove il male e la paura vennero stemperati da venature comiche tipiche di questo genere di film.

Titolo originale: Child's play
Titolo italiano: La bambola assassina
Genere: horror
Anno: 1988
Paese: USA
Regista: Tom Holland
Sceneggiatura: Don Mancini, Tom Holland, John Lafia
Cast: Catherine Hicks, Chris Sarandon, Alex Vincent, Brad Dourif
Colonna sonora: Fernando Velazquèz
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Locandina:




Trailer:


Trama: Il pericoloso criminale detto "lo strangolatore" rimane ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia all'interno di una fabbrica di giocattoli. Un attimo prima di morire però riesce, tramite una formula vodoo, a trasferire la sua anima in una bambola, Chucky,  che verrà successivamente regalata ad un bimbo dalla madre. Questa bambola prende vita ed uccide tutti coloro che le ostacolano il cammino nel suo tentativo di trasferirsi in un corpo umano che sarà quello della prima persona alla quale Chucky rivelerà la propria identità.

Voto da 1 a 10: Corpsegrinder88- 7

Recensione di Corpsegrinder88: Fin da piccolo ero profondamente attratto da horror di questo stampo semplice ed immediato, quelli troppo complicati e con troppe pretese non mi sono mai piaciuti: non è difficile perciò indovinare di quale filone faccia parte questo film che fin dal titolo rivela la sua esile trama.
"La bambola assassina" è uno di quei lavori che o piacciono o non piacciono senza mezze misure in virtù del fatto che il film stesso gira tutto intorno ad un unico tema che non spazia in nessun altra zona se non nel trash più puro; al tempo era difficile pensare ad un soggetto più originale di questo tanto è vero che il film ha avuto ben cinque sequel e si è guadagnato a buon diritto la fama di trash-movie per eccellenza.
Che dire del film nel suo complesso? Beh innanzitutto la caratteristica che più mi ha colpito della pellicola è la comicità (volontaria però) , un elemento impensabile per un horror (serio) ai giorni nostri: il film infatti è infarcito di un umorismo che non lascia indifferenti, un sarcasmo dato dall'inverosimilità del malvagio protagonista che giustamente agli occhi dello spettatore di ieri e di oggi risulta ridicolo. A mio avviso tutto questo non è casuale, infatti ciò che spaventa e mette più inquietudine viene da qualcosa che crediamo innocuo, non da qualcosa che sappiamo essere ostile a noi. Alla fine l'intero svolgimento risulta più che mai liscio e banale come tradizione trash vuole, però c'è da dire che dall'inizio del film fino a quando Chucky rivela la sua identità per la prima volta l'adrenalina e il cuore in gola non sono mancati da parte mia: mi aspettavo infatti che da un momento all'altro il malvagio pupazzo cambiasse il suo atteggiamento passando da bambola dolce e rassicurante ad un giocattolo diabolico ed assassino.
Gli effetti speciali ovviamente sono piuttosto poveri tenendo conto anche dell'anno di lavorazione e della difficoltà nel rendere verosimile una bambola alta cinquanta centimetri che uccide persone in carne ed ossa, ma ho molto apprezzato lo sforzo che ci sta dietro e devo dire che il lavoro non è risultato totalmente da scartare anche se momenti imbarazzanti e veramente spassosi (e questi sono involontari) non mancano.
Cocludendo quindi posso dire di non voler condannare questo horror (anche perchè a me i film di questo genere, purchè non siano ridicoli, piacciono tutti) che è riuscito, specialmente nella prima parte a mettermi paura senza scadere nella banalità dei dialoghi pur scadendo in quella dello svolgimento. Sicuramente da tenere in considerazione come punto di riferimento per il grande horror targato anni '80.

giovedì 24 novembre 2011

Insidious

Il film recentemente uscito vorrebbe essere una riproposizione in chiave moderna di vecchi cliché di film spiritici nel pieno stile horror anni '80, accompagnato dalle ambientazioni retrodatate della casa ( tipico sfondo horror dello scorso ventennio) e delle sedute medianiche. La buona riuscita del film è, per noi due, da mettere quantomeno in dubbio.

Titolo originale: Insidious
Titolo italiano: /
Genere: horror
Anno:2011
Paese: USA
Regista: James Wan
Sceneggiatura : Leigh Whannel
Cast: Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lyn Shaye, Barbara Hershey
Colonna sonora: Joseph Bishara
Distribuzione: Filmauro 
Locandina : 
Trailer : 

   

Trama : Il film inizia con la felice famiglia Lambert ( padre, madre e tre splendidi bambini) che disfa i pacchetti di un recente trasloco in una enorme villa. Tutto sembra andare per il verso giusto, ma qualcosa inquieta la madre fin dal primo giorno. Purtroppo il maggiore dei figli, dopo una caduta, va a dormire e non si sveglia più. Da quel momento nella casa iniziano ad accadere dei fenomeni inspiegabili ed inquietanti. La nonna del bambino consiglia allora ai genitori di rivolgersi ad una medium. A quanto pare una vecchia storia sta per ripetersi.

Voto da 1 a 10 : Moonlight Haze - 6  Corpsegrinder88- 5

Recensioni :

Moonlight Haze : deludente. Mi aspettavo molto da questo film, molto di più. La ripresa delle atmosfere anni '80 era un'idea che trovavo allettante. Era da un pò che non si vedeva un buon film in vecchio stile, con spiriti demoniaci non identificati, fantasmi e ospiti malefici. Il modello della medium è di recente ripresa ( vedere Drag me to Hell, diretto dal magistrale Sam Raimi), ma non ha funzionato a dovere. Purtroppo non so che manchi a questo film: ha un buon cast, buona ambientazione, interpretazioni riuscite; nonostante questo non mi ha spaventato nè coinvolto. Eppure l'ho visto di notte, al buio e con tanto di copertina. Nulla di nulla. Nei momenti di maggior climax il film non è in grado di spaventare, la tensione è liquida e fin troppo diluita. Gli unici attimi di "spavento" ( non paura, voglio ribadire) sono quelli del mostriciattolo rosso alle spalle del papà e.... basta. Perfino la scena finale con la vecchia mummia è assolutamente scontata, prevedibile e troppo lenta, per quanto l'intento e la sorpresa fossero lodevoli. Il tratto finale, quello nell'Altrove, che doveva essere in assoluto la parte con maggiore influenza anni '80, non raggiunge il fascino di quel periodo, che era un misto di horror grottesco e ingenuità. Sembra quasi che il fim si divida fra un desiderio di emulazione e una tensione verso film alla Paranormal Activity. Credo che tutto ciò che c'era di buono in questo film sia stato sprecato, è una sensazione che mi ha pervaso per tutta la visione. Ritengo che siano stati mal calcolati i tempi, sopra ogni altro errore; inoltre gli effetti sonori erano poco incisivi, poco amplificati ( giuro che mi ha inquietato di più la scritta iniziale con la musichetta sottostante di tutto il resto del film). Il clima è rimasto sempre troppo casalingo. Un esperimento mal riuscito; d'altronde, gli anni '80 sono passati da un pezzo. E a mio avviso non si ripeteranno mai. 

Corpsegrinder88: premetto fin da subito che non sono mai stato amante di questo tipo di film horror ma ho voluto dare un chance anche a questo Insidious del quale mi erano giunte voci più che positive che purtroppo però  non rispecchiano il mio giudizio.
Innanzitutto l'ho trovato un film uguale a mille altri non solo come trama ma anche come ambientazioni, caratterizzazione dei personaggi e sviluppo complessivo: la solita casa apparentemente tranquilla, il solito bambino posseduto da spiriti malvagi e i soliti genitori che non sanno a che santo votarsi. Tutto questo non sarebbe stato neanche un male se solo questi elementi fossero stati sviluppati in modo diverso, intendo dire che gli stereotipi del genere non mutano di una virgola quelli che sono i motivi degli stessi, non hanno anima nè connotazioni tali da poter segnare lo spettatore. Durante tutto l'arco del film i momenti che dovrebbero essere carichi di malvagità e trasmettere a chi guarda una certa inquietudine sono in realtà vuoti, incapaci di incidere fino in fondo lasciandoci a bocca asciutta, come se ci mostrasse una prelibatezza della quale non possiamo gustarne neanche un pezzo. Il finale lascia sì un po' di dolce ma a conti fatti il più buono se n'è andato o meglio non c'è mai stato. Concludendo non posso far altro che lasciare un giudizio purtroppo insufficiente ad un film che sicuramente aveva tante potenzialità, purtroppo sprecate e quasi mai messe in luce, potenzialità che dovevano essere impostate in modo diverso (lavorare su tempi d'azione immediati senza prolungare inutilmente momenti che sarebbero stati preziosi se giocati meglio) e collocate negli spazi giusti. Eventualmente da rivedere ma dubito che il mio giudizio possa cambiare.

domenica 20 novembre 2011

American history x

Questo film che ho avuto il piacere di rivedere l'altra sera è veramente una mazzata sullo stomaco, uno di quei film che ti segnano in maniera indelebile e che ti muovono qualcosa dentro. La recensione che sto per scrivere necessita di una particolare disposizione dell'animo.

Titolo originale: American history x
Titolo italiano: /
Genere: drammatico
Anno: 1998
Paese: USA
Regista: Tony Kaye
Sceneggiatura : David McKenna
Cast: Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D'Angelo, Ethan Suplee, Elliott Gould, Stacy Keach
Colonna sonora: Anne Dudley
Distribuzione: Medusa Video
Locandina:
  
Trailer:


Trama: Derek Vinyard viene scarcerato dopo aver trascorso tre anni in prigione a causa dell'uccisone di un gruppo di gangster neri che volevano rubargli l'auto.Questo gesto è stato scatenato anche dall'odio che egli prova per i neri, un sentimento che lo pervade da quando suo padre è morto per spegnere un incendio in un ghetto afro-americano.
All'uscita dal carcere Derek è cambiato grazie a diversi avvenimenti che lo segneranno nel profondo ma il fratello minore, Danny, è già avviato sulla strada sbagliata, quella che aveva intrapreso prima del carcere  Derek. I due dovranno confrontarsi sul modo di affrontare le diversità etniche...

Voto da 1 a 10: Corpsegrinder88- 8,5

Recensione di Corpsegrinder88: devo ammettere che valutare un film che tratta un tema così delicato è veramente dura. Innanzitutto il tema dell'intolleranza è stato più e più volte affrontato, cadendo spesso e volentieri in flop clamorosi, vedi "Il momento di uccidere" (1996). Certamente vorrei essere il più imparziale possibile con questo film per quanto sia interpretato da attori che adoro, in primis Edward Furlong ma anche cercando con tutto l'impegno possibile un qualche difetto a questo film non riesco proprio a vedere un'interpretazione sbagliata, un momento non reso con le giuste immagini, con la giusta dose di sofferenza e di cattiveria. Sicuramente nella maggior parte dei film la lunga durata non aiuta a mantenere l'attenzione dello spettatore ma in questo caso essa è un punto di forza, anzi migliora di molto l'evoluzione dei personaggi , il loro cambiamento all'interno del contesto e in relazione agli altri.
Se Edward Norton riveste il ruolo del nazista ricoperto di tatuaggi provocatori in modo magistrale, non da meno risulta il lavoro di Edward Furlong, un attore purtoppo prematuramente eclissato a causa di problemi di droga. Penso francamente che la violenza utilizzata senza misure sia un mezzo straordinario per rendere non solo la spietatezza del mondo ma anche il livello di odio che può essere raggiunto in conseguenza di una tragedia familiare, una situazione interiore che sconvolge la vita di un giovane ragazzo.
Azzeccata è anche, secondo il mio parere, l'idea di rendere in bianco e nero le scene legate al passato che è allo stesso tempo sbiadito ma anche molto cupo, un passato che non apartiene più a nessuno, nè a buoni nè a cattivi, nè a bianchi nè a neri.
Il finale poi è di un'intensità senza paragoni, uno struggimento indescrivile che lo spettatore non può fare a meno di provare per una vita costruita e distrutta nello stesso tempo, una vita che non si potrà mai recuperare perchè ormai irrimediabilmente compromessa.

sabato 19 novembre 2011

The nighmare before Christmas

E' per moltissimi un film dell'infanzia, per altri un capolavoro della fantasia burtoniana, quel pizzichino di dark e horror che rende più bello il nostro Halloween e più gotico il nostro "bianco Natale". "The nightmare before Christmas" è forse il miglior film in stop-motion realizzato dal fantasista più amato nel panorama dark-gothic del cinema americano, Tim Burton.

Titolo originale: The nightmare before Christmas
Titolo italiano : /
Genere : animazione
Anno : 1993
Paese : USA
Regista : Henry Selick
Sceneggiatura e produzione : Tim Burton
Cast : /
Colonna sonora : Danny Elfman
Distribuzione : Buena Vista International
Locandina

Trailer :

Trama : Nel mondo dove nascono tutte le feste, Jack Skellington, re del paese di Halloween, è stanco della ripetitività della sua attività di "maestro del terrore" e dentro di lui si cela il vuoto inconfessabile del mancato entusiasmo. Finchè malauguratamente, durante una passeggiata di riflessione, non scopre una radura con tutte le porte dei mondi delle feste ed entra incuriosito in quella del Natale. Sarà per lui la rivelazione, ma per gli abitanti di Halloween e per quelli della "Città del Natale" sarà il disastro completo.

Voto da 1 a 10 : Moonlight Haze - 9,5

Recensione di Moonlight Haze : 
questo film è stato per me l'appuntamento fisso ad ogni Halloween e Natale fin dall'infanzia. La creatività, la fantasia e i valori trasmessi da questo film - cartone animato sono qualcosa che trascende la comune razionalità. Il genio di Tim Burton permea ogni aspetto del film, dai dialoghi alle ambientazioni, dai singoli personaggi alle folli folli idee che saltano in testa agli stessi. Burton in persona ha curato il design di ogni modellino e di ogni mini-scenografia , costruiti tutti sui suoi schizzi ( schizzati ). Il film è divenuto col tempo un'icona del goth cinematografico, assieme all'altro caposaldo del cinema burtoniano, Edward Scissorhands, di appena tre anni prima. Sotto la patina ingenua dei mostriciattoli orrorifici, Burton ci insegna, ci ispira riflessioni sulla nostra vita, sulla quotidianità , sull'amore e sulla cieca fedeltà. Con un cattivo "fra i cattivi" ( il Bau Bau , il più mostro dei mostri) riesce comunque a decorare l'elementare opposizione buono-malvagio con dei toni del tutto originali, che escono dagli schemi della classica dicotomia disneyana e rendono perfino uno scheletro, i vampiri, i lupi mannari esserini simpatici che fanno paura solo per mestiere. A questa impareggiabile abilità di Burton vanno però aggiunti con tanto di lode gli splendidi effetti di uno stop-motion con i controfiocchi; questa tecnica di animazione a mano, di lunga tradizione, ha trovato in questo film una delle realizzazzioni più compiute e mirabolanti. Condisce il tutto la strepitosa colonna sonora di Danny Elfman, che del connubio con Burton ha fatto ben più di una semplice collaborazione. Le sue musiche sono giocherellone e oscure al medesimo tempo ,inquietanti , veloci, zampettanti. La bellezza di questo film deve essere riconosciuta al di là della sua etichetta cartoonesca.

giovedì 17 novembre 2011

Ricordando Roy...

Dopo la recensione di qualche giorno fa del film "Jaws- lo squalo"  sento di voler ricordare con questo piccolo tributo il grande attore che interpretò lo sceriffo Martin Brody nel film sopracitato. Roy Scheider, attore mai troppo considerato da Hollywood ma che ha saputo farsi strada con film memorabili, ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni '60 interpretando ruoli per lo più marginali ma che gli hanno permesso pian piano di farsi notare: arriva infatti al successo internazionale, oltre che con "Lo squalo" del 1975, già qualche anno prima ossia nel 1971 con l'indimenticabile poliziesco "Il braccio violento della legge"  a fianco del grande Gene Hackman. Arriva poi sulla cresta dell'onda con il ruolo dello sceriffo Brody per il quale sarà sempre ricordato fino agli ultimi anni; lavorerà nel 1976 con un giovane Dustin Hoffman nel film "Il maratoneta" e giungerà al 1979 con il musical capolavoro "All that jazz- lo spettacolo continua" , una sorta di autobiografia del drammaturgo Bob Fosse  del quale Scheider vestirà i panni. Sono però gli anni '80 quelli che lo impegnano maggiormente, film come "2010- l'anno del contatto" del 1984 e "Le strade della paura" del 1988 gli permetteranno di consolidare ulteriormente il suo nome tra i grandi attori americani. Un piccolo appunto sull'ultima pellicola finora citata mi sembra doveroso: "Le strade della paura" è stato diretto da Eric Red, un nome che ai più non dirà molto ma che sarà meglio indentificabile come lo sceneggiatore di "The hitcher", film molto amato anche grazie al suo protagonista Rutger Hauer. Ebbene "Le strade della paura" è stato davvero un piccolo gioiellino, un film molto sottovalutato e giudicato per giunta non meritevole dell'oscar che secondo il parere di molti e anche mio ci sarebbe stato tutto. Purtroppo dimenticato in fretta per ragioni che non mi so spiegare è stato credo l'unico film nel quale Roy Scheider ha interpretato un ruolo da cattivo, il sicario di un potente boss mafioso: un film che sarebbe dunque da rivalutare assolutamente, da tutti i punti di vista, un film ingiustamente condannato al silenzio! 
Gli anni '90 proseguono diciamo senza infamia e senza lode, sarà per Scheider l'inizio del lento declino della sua carriera che si indirizzerrà sempre più verso ruoli secondari in film d'azione di scarso rilievo, eccezion fatta per "Il pasto nudo" datato 1992 e diretto da David Cronenberg e "Triplo gioco"  del 1993 dove lavorerà a fianco di Gary Oldman. 
Negli ultimi anni la sua visibilità si indebolisce sempre di più continuando con ruoli di scarsa notorietà anche a causa dell'avanzare dell'età e della comparsa dei primi sintomi della malattia che lo ucciderà nel 2008, il mieloma multiplo. Il suo impegno comunque proseguirà ininterrottamente nonostante la sofferenza fisica. Il suo ultimo film da protagonista,"Iron cross" risale allo stesso anno della morte e spero tanto di poterlo vedere e magari recensire su questo blog.
Roy Scheider è stato veramente l'attore che più di ogni altro mi ha dato la possibilità di amare il cinema sotto un punto di vista diverso: il punto di vista di chi, per andare avanti nella carriera come nella vita, sceglie di lottare, non sceglie la via più breve o più facile, ma la via più dura per dimostrare il proprio valore anche quando pochi ci credono.
Grazie Roy per i film memorabili che mi hai regalato, per le belle emozioni che hai suscitato in me quando ancora ero piccolo e tifavo per lo sceriffo Brody, per la tua umanità e per la tua forza, non solo come attore ma anche come uomo, ne sono certo.




















lunedì 14 novembre 2011

Un piccolo contributo a due grandi amici!

E' grazie a loro e all'ispirazione che ci hanno dato con i loro stessi blog e le infinite discussioni di cinema insieme che questo progettino ha finalmente deciso di decollare. Mi sembra doveroso oltre che entusiasmante linkarvi i loro blog, i mondi meravigliosi tutti da esplorare di un free blogger e di una cuoca che sa il fatto suo! :) Buona navigazione!

http://emanuele-secco.blogspot.com/

http://thatsmeinthekitchen.blogspot.com/

domenica 13 novembre 2011

Motore, ciak, azione!

A tutti i cinemaniaci in ascolto! Benvenuti nel nostro spazio dedicato al cinema! Vi auguriamo sin da ora una piacevole e fruttuosa navigazione, nella speranza di poter condividere la nostra comune passione per il meraviglioso mondo della pellicola e di arricchire questo spazio con i vostri preziosi contributi! I post tratteranno in maniera libera di recensioni di film, registi, cast e attori singoli, colonne sonore ed altri dettagli. Posteremo per ogni film locandina originale, trailer e scheda tecnica dettagliata, alla quale seguirà una piccola recensione personale di entrambi i creatori del blog ( non spaventatevi se spesso saranno anche molto discordi). 
Il blog non ha regole per quanto riguarda la libertà di opinione, ma ne ha per quanto riguarda il comportamento da tenere nel commentare i post :
- Non sono ammesse offese di qualsiasi sorta, nè ai film nè ad altri utenti; il commentare deve essere un piacere e non uno sfoggio di vocabolario colorito;
- Si pregano tutti gli utenti di mantenere un tono pacato, simpatico e rispettoso, senza cadere in inutili discussioni da fanciullini delle elementari, che non sono nè piacevoli nè tantomeno fruttuose;
- E' fortemente consigliato ( anzi obbligatorio) commentare senza strafottenza e sfoggi di immensa cultura (?), onde evitare spiacevoli ripercussioni su utenti meno esperti, che hanno diritto al commento come i più rodati. Il commento dei più informati sarà sempre ben accetto, ma dovrà mantenere un tono misurato;
- Sarebbe nostro desiderio che voi commentaste non da anonimi ma con un qualsiasi nome o nickname, in modo da raggiungere una maggiore confidenza e simpatia.

Lasciando ora da parte queste regoline pseudo-dittatoriali ( ma necessarie ad una serena cooperazione), passiamo a presentare la scheda standard con la quale commenteremo i film. Prenderemo come esempio il capolavoro dal quale abbiamo tratto il titolo del nostro blog, "Jaws". Buona visione a tutti!



Titolo originale : "Jaws" 
Titolo italiano : "Lo Squalo"
Genere : horror/avventura
Anno: 1975
Paese : USA
Regista: Steven Spielberg
Tratto dal romanzo di : Peter Benchley 
Cast : Roy Scheider, Richard Dreyfuss, Robert Shaw, Lorainne Gary, Murray Hamilton, Jeffrey Kramer
Colonna sonora : John Williams
Distribuzione : Universal Pictures
Locandina:
Trailer:

Trama : Nella ridente isola di Amity, durante il periodo dell'apertura alla stagione balneare, fa la sua comparsa nelle scure acque dell'oceano un enorme squalo che miete vittime tra i bagnanti. Lo sceriffo Martin Brody, deciso a risolvere il problema chiudendo le spiagge, trova un ostacolo nel sindaco, interessato solo agli affari estivi, polmone dell'economia locale. Brody decide quindi di assoldare un oceanografo e un esperto pescatore di squali per dare la caccia al mostro...

Voto da 1 a 10 : Corpsegrinder88 - 10
                             Moonlight Haze - 9

Recensioni :

Corpsegrinder88: Un blockbuster di eccezionale valore sia a livello registico che di interpretazione, una straordinaria storia di istinto e forza animali contro ragione e debolezza umani. Steven Spielberg dopo aver iniziato la sua carriera con un ottimo lungometraggio come "Duel" arriva al succeso mondiale con questo film che è in qualche modo legato al precednte citato: in entrambi il nemico è molto più potente dell'uomo solo che la storia si svolge in ambientazioni diverse. Comunque senza evadere il tema centrale vorrei consigliare a tutti di vedere e rivedere questo capolavoro che ha incassato una quantità incredibile di dollari e che ha sconvolto intere generazioni al momento di entrare in acqua!
Gli interpreti, tutti eccellenti, sanno comunicare il terrorre per ciò che non sanno affrontare e vincere, tutti condannati al medesimo destino. Concludendo quindi direi che un voto pieno come il mio dieci tiene conto di ogni aspetto del film, accuratamente diretto, scritto e interpretato per non parlare poi degli ottimi effetti speciali sapientemente usati e disponibili all'epoca. Assolutamente consigliato!

Moonlight Haze : La furia cieca di una macchina per uccidere, uno spietato, freddo, istintivo killer nel buffet più invitante della East-coast statunitense : è capolavoro. Spielberg si destreggia tra i flutti delle paure ataviche per le creature del mare, confezionando uno splendido film dai toni ora semi-comici, ora di puro terrore. La lotta fra l'uomo e la bestia, il mostro ( poveri squali, dopo questo film per decenni si sono visti appiccicare addosso l'appellativo di "mangia-uomini" senza motivo; tale fu la potenza di questo film) si sublima nell'immagine dellOrca, che nella furente caccia dei tre uomini in alto mare rappresenta l'unico barlume di speranza, l'unica protezione da un mondo insondabile che ha un solo vero padrone. Il novello Achab, Quint, il giovane oceanografo di belle speranze ma di poca esperienza, il signor Hooper e il coraggioso quanto ansiotico sceriffo Brody instaurano una lotta che è entrata nella storia del cinema. Il film è un ottimo prodotto, girato magistralmente, con effetti speciali passabili ( contando l'epoca) e superba interpretazione da parte degli attori. Consigliato a tutti gli amanti del buon cinema.